Alla vigilia del 26 Settembre: il valore della memoria

Di Vittoria Gheno

73 anni fa si consumava una delle tragedie che più avrebbero segnato la memoria della nostra città: il rastrellamento del Monte Grappa e il successivo eccidio di giovani partigiani lungo le vie principali di Bassano e dintorni.
Quest’anno, più che una ricostruzione storica, volevo dedicare la mia riflessione al valore della memoria.

Alle celebrazioni di oggi erano presenti alcune classi di alcuni istituti scolastici della città ed è sempre bello vedere ragazzi della mia età partecipare a queste ricorrenze. Ma mi è bastato ricordare l’esperienza personalmente vissuta, per svelare il retro della medaglia. Tanti di quei ragazzi non hanno (e probabilmente non avranno) modo di approfondire le ragioni di quell’uscita. Non solo zero sensibilizzazione, ma posso dire anche un certo antagonismo. Ricordo, nei miei primi anni di impegno sociale, civile, politico papà e mamma tornare dai colloqui con i professori dicendomo “ci hanno detto di dissuaderti”. Eppure non si perde mai occasione per stigmatizzare i giovani per il loro disinteresse…

Oggi non mancano le persone che affermano che non gliene frega nulla della politica, che fa schifo, che è da sfigati, che non gliene frega nulla della partecipazione, non manca chi rivendichi dei diritti senza adempiere ai dei doveri. Fatico a capacitarmi di quello che ascolto, a volte mi sento svilita, (giustamente, direi) offesa e mi chiedo perché io debba continuare in questo sentiero spesso così faticoso. Eppure cerco, non senza sforzo, di capire (ma non di giustificare): il panorama politico spesso sa essere così svilente…
Ciò che invece non riuscirò mai a capire e a perdonare è il menefreghismo in relazione a ciò che è successo in Viale dei Martiri e in tanti altri luoghi del nostro Paese e del Continente. Lo trovo un torto non solo civico e sociale, ma una mancanza di umanità. Calpestare la democrazia, la solidarietà, l’uguaglianza, la giustizia e la libertà (prima di tutto di essere noi stessi, come diceva il sindaco Poletto oggi) conquistate con il sangue significa sputare su decine di milioni di morti. Preoccupazioni che trovano il fondamento nel riemergere imperante dei nuovi fascismi, che non si concretizzano solo nel raccapricciante inneggiare al duce, ma anche nell’attacco becero, spesso basato su menzogne, di matrice maschilista, omofoba, xenofoba e razzista.

Per questo, l’indifferenza non è solo un atteggiamento illogico, autolesionistico, masochistico e suicida, come raccontava Calamadrei con quella storiella del piroscafo (ad un passeggero non interessa che il bastimento nel quale si trova sta affondando perché non è suo), ma, come diceva lo stesso giurista, è una vera e propria malattia del mondo contemporaneo.

Guardatela bene questa foto e ricodatela ogni volta che dite che non ve ne frega nulla, perché state dicendo a questi ragazzi, che ci guardano da chissà dove, che non vi frega nulla delle loro torture, della sofferenza delle loro famiglie, della loro morte così altroce.

24-9-2017

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