Ridare un tetto a una folla di solitari e giovani precari

Di Carmine G. Parisi

Quella nata dopo il 1989 è una generazione sfortunata. Che, nel racconto di nonni e genitori, ha visto il progressivo miglioramento del tenore di vita del proprio ceto sociale e che, oggi, si trova spesso a confronto con una precarietà inversamente proporzionale anche al proprio percorso di studi.

Il mondo del lavoro, sempre più tardi pronto ad accoglierli, è infatti sempre più composto da partite iva, voucher e contratti a (presunte) tutele crescenti: una giungla in cui ognuno lotta per sé stesso, senza solidarietà con coloro che condividono la propria condizione. È, in sostanza, il trionfo della competizione individualista come ideologia totalizzante della società contemporanea, un sistema economico che distrugge i più deboli, isolando chi rimane indietro. Un meccanismo perverso che ha aumentato le diseguaglianze sociali intervenendo anche su quel che resta dello stato sociale.

Così, mentre ci veniva spiegato che la fisiologica contrapposizione tra sfruttatori e sfruttati era solo un retaggio filosofico del ‘900, una folla di solitari e giovani precari si faceva sempre più numerosa, riversando sul Paese le proprie ansie per l’incertezza del futuro: sentimenti negativi che, non riuscendo ad essere incanalati in un’azione collettiva, hanno scatenato un’epidemia di infelicità sociale, in cui ognuno si sente penosamente impotente perché isolato e solo, contro tutti gli altri.

Ecco, è dall’analisi di questi fenomeni che occorre ricercare le ragioni profonde che militano per la nascita di una sinistra unita, che abbia la forza numerica e la capacità politica di incidere su una simile realtà, curando l’irruenza selvaggia della competizione senza regole (ma con molti trucchi) e recuperando una dimensione collettiva del percorso di riscossa di chi non si arrende all’idea di vivere in una società dove persino il diritto allo studio ed alla salute non sono garantiti in maniera uniforme.

Del resto, non occorre scomodare Jean-Jacque Rousseau per ricostruire un pensiero comune che sappia recuperare la connessione sentimentale con un popolo rimasto orfano di ogni riferimento politico: senza un tetto sotto cui stare, un’intera generazione di sfruttati si troverà per sempre prigioniera delle proprie catene e correrà seriamente il rischio di vivere nella povertà, senza alcuna speranza di riscatto.

Non è più il momento di indugiare o di lasciarsi cogliere dal dubbio: la sfida è alle porte e si può vincere solo dando vita a una casa comune in grado di raccogliere le istanze per la legalità e il lavoro provenienti dagli strati sociali più bisognosi.

Noi siamo pronti e abbiamo già cominciato perchè soltanto insieme potremo andare lontano.

17-7-2017

Per la Sinistra unita

Come PrimaVera Progressista, rete nazionale di giovani sotto i 30 anni, provenienti da esperienze politiche differenti, dall’impegno nel sociale e nel volontariato, chiediamo agli schieramenti che si collocano a sinistra responsabilità, unità e un progetto alternativo al Pd chiaro, di governo e lungimirante, che non nasca con l’obiettivo di un cartello elettorale destinato a vita breve.

Senza un soggetto unitario, inevitabilmente, si andrebbe incontro al minoritarismo, perciò è indispensabile formare un campo pluralista, un fronte comune che parta dal basso e dai territori, in quanto mosse politiciste e scelte calate dall’alto non possono che risultare perdenti in partenza, che sappia prendere decisioni nette e che sia in grado di coinvolgere i milioni di elettori progressisti sfiduciati, disorientati o accasatisi al M5S, mettendo al centro contenuti validi e proposte credibili. Il compito principale  sarà praticare (e non solo narrare) la sinistra, per rispondere all’esigenza di protezione dettata dal ripiegamento della globalizzazione liberista e arginare i crescenti nazionalpopulismi: doveroso, infatti, tornare nelle periferie, nelle fabbriche, riallacciare i rapporti con le parti sociali e ripartire dagli ultimi, da chi ha un diritto in meno e dal civismo, proponendosi di rappresentare esclusi ed emarginati.

Lavoro, lotta a disuguaglianze e povertà, ambiente, parità di genere, investimenti, Europa solidale, laicità, saperi, servizi di base universalistici, diritti sociali e civili sono solo alcune delle tematiche su cui ricostruire l’identità di una sinistra in grado di riappropriarsi della propria vocazione storica, che torni ad essere autentica. Chiediamo che anche la discontinuità non rimanga soltanto uno slogan, urge la presenza in prima fila di volti nuovi e giovani competenti, che diano voce ad una generazione senza certezze e abbandonata al proprio cupo destino.

A supporto dell’unità della Sinistra portiamo il modello della nostra piattaforma politico-culturale, partecipata, trasversale e nata dal basso, formata da centinaia di ragazzi che militano in diverse forze progressiste, da Possibile ai Verdi, da Articolo 1 a Sinistra Italiana e Azione Civile (senza dimenticare le tante formazioni civiche), ma che hanno scelto di lavorare assieme, senza veti e rivendicazioni di purezza, anteponendo ideali e obiettivi alle sigle. Riteniamo, infatti, che la frammentazione rappresenti una scelta miope e deleteria per la sinistra e per il Paese. Alle bandiere noi scegliamo i contenuti, voi?

PrimaVera Progressista 5-7-2017

  • Alan Arrigoni
  • Nicola Cavallo
  • Michele Sergi
  • Francesco Cecere
  • Vittoria Gheno
  • Federica Stramieri
  • Gianmaria Mazzola
  • Francesco Scanni
  • Roberto Bertoni
  • Salvatore Santaera
  • Francesco Ciancimino
  • Luigi Mattia Vint
  • Marianna Lucarini
  • Emiliano Giattinini
  • Enrico Solimena
  • Simone del Rosso
  • Domenico Briamonte
  • Carmine Gerardo Parisi
  • Pietro Manduca
  • Eva Brencich
  • Lorenzo Caffè
  • Gianluca Di Agresti
  • Klejdia Lazri
  • Gabriele Baroni
  • Niccolò Iurilli
  • Lucio Solari
  • Alessio Manzo
  • Giulia De Felice
  • Cristian Letizia
  • Giulia Del Vecchio
  • Luca Nascenzi
  • Carlo Garavini
  • Umberto Zimarri
  • Alessio Roccati
  • Giovani di sinistra (Racale e Taviano, LE)
  • Nicolò Villa
  • Valeria Avalle
  • Nicola Bianciotto
  • Anna Tanzi
  • Anissa Sofia Beka
  • Martina Monti
  • Armando Lo Savio
  • Carmela Benevento
  • Massimo Ravera
  • Alessandro D’Agostino
  • Emanuele Oian
  • Giacomo Gori
  • Francesco Pisani
  • Francesco Bilà
  • Rosalinda Minervini
  • Giuliana Maurici
  • Davide Ghio
  • Cristina Natili
  • Diletta Alese
  • Flavia Levrero
  • Alessandro Giuliano
  • Lorenzo Balzani
  • Gabriele Giunta
  • Salvatore Aquilina
  • Matteo Sartor
  • Umberto Maria Solari
  • Giuseppe Metaponte
  • Raffaele Tarnone
  • Francesca Picciuolo
  • Francesco Maria Cariota
  • Maria Grazia Marraffa
  • Alessia Simone
  • Vincenzo Leonelli
  • Vincenzo Monaco
  • Kristin Leonelli
  • Maria Grazia Iavarone
  • Matteo Cori
  • Davide Loreto
  • Luigi Mazzuoccolo
  • Gina Cesaro
  • Andrea Avella
  • Marco Cestaro
  • Giovanni Simeone
  • Sara Paladino
  • Claudia Signore
  • Miriana Iannone
  • Davide Giannantonio
  • Mariele Gioia Papa
  • Tommaso Passarelli
  • Michela Apice
  • Giuseppe Gatto
  • Francesco Capano
  • Daniele Gaggero
  • Michele Actis
  • Alfredo Curto
  • Daniele Armellino
  • Paolo De Uffici
  • Giovani Verdi del Trentino-Alto Adige
  • Aldo Lecce
  • Giovanni Malfarà
  • Vittorio Giordani
  • Maria Cristina Iacobbi
  • Simone Canino
  • Antonella Giglio
  • Mario Caserta
  • Manuel Leonelli
  • Susanna Guarnaschelli
  • Jacopo Madau
  • Giuseppe Monteforte
  • Fabio Saliani
  • Shamar Droghetti
  • Laura Carlino
  • Massimiliano Nardiello